Rigenerazione urbana: proroga bonus edilizi tra le proposte di Ance

Rigenerazione urbana: proroga bonus edilizi tra le proposte di Ance

Le città oggi devono rispondere a nuove esigenze espresse dai cittadini, generate principalmente da nuove abitudini e comportamenti, da cambiamenti climatici e dalle conseguenze della pandemia. Il modello espansivo che ha caratterizzato lo sviluppo dei centri urbani nel passato oggi non si concilia con i nuovi obiettivi di sostenibilità e di contenimento dell’uso di suolo naturale. Proprio per rispondere alle nuove esigenze dei cittadini e delineare un nuovo futuro per le città,  ANCE, nell’ambito del progetto “Urban Renovation Lab” ha illustrato un decalogo di interventi necessari per rendere possibile la rigenerazione urbana.

Rigenerazione urbana

Si tratta di un pacchetto di interventi nazionali, condivisi da tutti i  protagonisti dell’ecosistema urbano.

Ma vediamo nel dettaglio il decalogo proposto e gli obbiettivi.

Il decalogo proposto da Ance per la rigenerazione urbana

  1. Definizione di rigenerazione urbana e dichiarazione di interesse pubblico degli interventi

    Una definizione unica di rigenerazione urbana che mette in chiaro gli obiettivi di sostenibilità e le finalità a favore dei cittadini degli interventi urbanistico-edilizi. A tal fine gli interventi di rigenerazione urbana sono dichiarati di interesse pubblico per beneficiare di incentivazioni urbanistiche, economiche e fiscali e di semplificazioni procedurali.

  2. Governance per la nuova politica urbana nazionale e partecipazione dei cittadini

    Costituzione di una struttura di coordinamento nazionale della politica del governo sulle città e istituzione del Fondo per la rigenerazione urbana nel quale confluiscono tutte le risorse disponibili.

  3. Contenimento del consumo di suolo

    L’obiettivo di non degrado di terreno entro il 2030 e di occupazione netta di terreno pari a zero entro il 2050 diviene principio fondamentale del governo del territorio da perseguire in via prioritaria mediante la rigenerazione urbana. Previste in caso di consumo di nuovo suolo la rinaturalizzazione, la de-impermeabilizzazione o la bonifica di suolo già consumato.

  4. Nuova perequazione per la città contemporanea

    Individuare un nuovo sistema di pianificazione urbanistica a carattere perequativo che sia in grado di trasformare la città contemporanea. Indirizzare allo stesso tempo le risorse generate al finanziamento dei contenuti pubblici del piano urbanistico (scuole, strade, ecc.).

  5. Nuova disciplina degli standard urbanistici

    Aggiornare le norme urbanistiche per renderle in linea con le nuove esigenze della città contemporanea. Individuare nuovi standard improntati non solo alla quantità di aree per usi collettivi, ma anche alla qualità e alla concreta prestazione dei servizi.

  6. Contributo di costruzione

    Premiare le operazioni di rigenerazione urbana riducendo gli oneri di costruzione con particolare riferimento agli interventi su edifici abbandonati, dismessi, degradati, anche ubicati nei centri storici.

  7. Modifiche alle destinazioni d’uso, incentivi e semplificazioni

    Incentivare e semplificare le modifiche alle destinazioni d’uso degli edifici. Promuovere l’utilizzo della Scia e di tutti gli istituti fondati sull’asseverazione e ricorrere a una conferenza di servizi semplificata e accelerata.

  8. Centri e nuclei storici

    Superare l’immobilismo passando da una logica di mera conservazione, ad una logica di rigenerazione, attraverso il recupero e la riqualificazione degli edifici e dei complessi incongrui o degradati.

  9. Fiscalità immobiliare e coinvolgimento del risparmio privato

    Introdurre un regime fiscale che premi gli interventi di rigenerazione urbana anche attraverso il coinvolgimento di capitali privati con l’obiettivo di incentivare la riqualificazione e l’efficienza energetica degli edifici.

  10. Semplificazione per gli interventi di riqualificazione energetica e miglioramento sismico degli edifici esistenti

    Semplificare e incentivare, attraverso una riduzione degli oneri, tutti gli interventi che riducono i consumi energetici ma in particolare quelli che puntano a retrofit profondi e riduzioni di oltre il 50% dei fabbisogni termici degli edifici. In questo tipo di interventi occorre dare la possibilità di ridisegnare completamente le facciate degli edifici. Questo per raggiungere ambiziosi obiettivi energetici e al contempo migliorare la qualità degli edifici e la vivibilità degli alloggi.

Rigenerazione urbana: necessaria la proroga dei bonus edilizi

Gli obbiettivi prefissati nella nuova direttiva sull’efficienza energetica degli edifici di cui abbiamo parlato nel precedente articolo, saranno più facilmente raggiungibili grazie alla rigenerazione urbana. Lo sottolinea lo stesso Presidente ANCE, Gabriele Buia, che aggiunge:

“Obiettivi che comunque nel breve e medio termine appaiono difficilmente raggiungibili senza aiuti concreti alle famiglie, a cominciare dalla proroga ai bonus edilizi esistenti”.

Come è noto infatti, gli incentivi fiscali legati al Superbonus 110, hanno dato un grosso input all’efficientamento energetico degli edifici. Hanno consentito e permettono tutt’ora anche alla fascia di reddito medio-bassa di vedere riqualificata la propria abitazione. E’ fondamentale che questo meccanismo di incentivi non si fermi. Si rischia di bloccare la riqualificazione energetica del paese. Per non parlare dell’edilizia, che rischierebbe un nuovo stallo.

L’importanza della rigenerazione urbana: obbiettivi

L’obiettivo della rigenerazione urbana è contribuire a rendere le città sostenibili e più a misura d’uomo, contrastando il frenetico ricorso al consumo di suolo edificabile.

La rigenerazione urbana è un complesso intervento sociale, di vitale importanza per il futuro. Per questo motivo, Ance ha riunito i principali attori coinvolti nei processi di rigenerazione, convinta che solo unendo le forze si possa riuscire a dare concretezza a una visione di trasformazione delle città.