Decreto Sostegni Ter: lo stop alla cessione del credito blocca i cantieri

Decreto Sostegni Ter: lo stop alla cessione del credito blocca i cantieri

Come già accennato nel precedente articolo l’introduzione del Decreto Sostegni Ter ha scatenato l’allarme rosso tra i costruttori edili. Come mai? Cosa comporta questo decreto? L’impresa edile che ha effettuato la sconto in fattura potrà cedere una volta sola il credito a un intermediario finanziario che a sua volta non potrà più ricederlo. Questo potrebbe creare un blocco delle attività legate ai bonus edilizi, in un quadro normativo che si era già complicato con il DL Antifrode. Ma perché il Governo mette i freni al Superbonus? C’è la necessità di eliminare le truffe e il rischio di riciclaggio che i precedenti controlli sulle cessioni multiple hanno evidenziato.

decreto sostegni ter
La nuova normativa sulle cessioni del credito è diventata anche uno scontro politico. Vediamo quale è la situazione al Governo e quali sono le possibili conseguenze di questo scenario.

Decreto Sostegni Ter? Scontro aperto in politica 

Braccio di ferro in politica per cercare di sbloccare la situazione, in modo da limitare sì la frode e il riciclaggio, ma non bloccare i lavori che derivano da queste agevolazioni.
La contestazione all’attuale normativa viene dal Movimento 5 Stelle, che il 2 febbraio ha coordinato un tavolo con decine di associazioni d’impresa.

Ma cosa viene richiesto da imprese e M5s?

«rallentare o circoscrivere le potenzialità di una misura che ha avuto un effetto indiscutibile nel rivitalizzare l’edilizia e nel contribuire alla crescita record del PIL italiano nel 2021»

Il timore è appunto che la crescita del PIL italiano trainata dall’edilizia possa subire una brusca battuta d’arresto.

Le conseguenze al divieto della cessione del credito

Ma concretamente quali conseguenze può avere il divieto alle cessioni del credito multiple?

Le banche non potendo cedere per una seconda volta il credito sarebbero meno inclini a farsene carico, perché in caso di lavori inesistenti o di lavori eseguiti a costi gonfiati vedrebbero il loro nome legato a operazioni di “dubbia natura”.

In secondo luogo una società che compra crediti fiscali potrebbe non riuscire a sfruttare per intero le detrazioni, perché di valore maggiore rispetto al suo incasso. Quindi non potendoli a sua volta ricedere sarebbe meno incline ad acquistarli.

Ma se gli intermediari finanziari per questi motivi iniziano a “non accettare” le cessioni del credito va da sé che iniziano a bloccarsi i cantieri, compresi quelli legati al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Decreto sostegni Ter e Superbonus 110: i dati dell’ultimo mese

Anche secondo Confartigianato il Decreto Legge Sostegni Ter, limitando a una sola cessione il trasferimento dei crediti fiscali rischia di bloccare la corsa del settore delle costruzioni, che ha determinato il 15,2% della crescita del PIL tra Gennaio e Settembre 2021. I segnali negativi arrivano già dalla riduzione dei lavori conclusi ammessi a detrazione: a Gennaio 2022 -46,2% rispetto a Dicembre 2021.

I 10 motivi per correggere l’articolo

Per evitare conseguenze peggiori, Confartigianato ha lanciato in questi giorni in tutta Italia la campagna “Sbloccare la cessione dei crediti per garantire crescita e lavoro”. 

In essa indica i 10 motivi per correggere l’articolo 28 del Dl Sostegni Ter, eliminando le restrizioni alla cessione dei crediti fiscali per l’utilizzo del superbonus, prevedendo comunque controlli efficaci contro le truffe.